LAST OF THE INDEPENDENTS

LUCA CONTI'S ONE-MAN BAND

IN THE ELECTRIC MIST

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Visto ieri, in inglese, l’ultimo film di Bertrand Tavernier, tratto dal grande romanzo di James Lee Burke In the Electric Mist with Confederate Dead. In Italia doveva uscire questo mese al cinema come L’occhio del ciclone, ma ancora non dà segno di vita. In Francia esce il 15 aprile. Negli Stati Uniti, dopo una valanga di peripezie produttive, non è mai apparso nelle sale finendo direttamente in Dvd (che è quello che mi sono procurato io).

Non è un film del tutto riuscito, ma resta comunque molto interessante. A quanto ho capito, Tavernier non ha fatto altro che litigare coi produttori americani, che gli hanno imposto di tagliare un quarto d’ora di pellicola (mentre in Europa dovrebbe uscire in versione più lunga), e in effetti nella versione USA – quella in mio possesso – si sente che manca qualcosa. Adattare per lo schermo un libro complicatissimo e allucinato come quello di Burke, peraltro, era un’impresa ai limiti del possibile, e pur con tutti i limiti dell’operazione Tavernier se l’è cavata abbastanza bene.

Tommy Lee Jones è colossale, nella parte di Dave Robicheaux. L’avessero girato vent’anni fa, un film del genere, sarebbe stato perfetto anche un Walter Matthau (che sapeva essere anche un grande attore drammatico, e qui Jones lo ricorda non poco). Conoscendo Tavernier mi sarei aspettato più musica, che invece è abbastanza in secondo piano, così come il colore locale; comunque Buddy Guy ha un ruolo abbastanza importante – recita e suona – e a Levon Helm è riservata una parte fondamentale (anche se molto ridotta rispetto al libro).

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Per esplorare più a fondo i complessi rapporti tra i personaggi, probabilmente ci sarebbe voluto un film di tre ore, e forse ne sarebbe uscito un capolavoro. Così com’è, ho il sospetto che si tratti di un’opera troppo europea per piacere agli americani e troppo americana per piacere agli europei. Resta comunque un film da vedere.

5 risposte a IN THE ELECTRIC MIST

  1. tic 27 marzo, 2009 alle 14:11

    Sono un fan terminale di Dave Robicheaux, io…
    Di ‘sto film ho sentito parlare parecchio.
    E conosco bene l’amore di Tavernier per il blues e per la Louisiana…

  2. lconti 27 marzo, 2009 alle 15:03

    Ah, bene. Ti dico allora, in anteprima, che il nuovo romanzo di Burke con Robicheaux, “Swan Peak”, lo traduco io e uscirà subito dopo l’estate.

  3. Alessandro 27 marzo, 2009 alle 19:30

    Se penso alle traduzioni recenti (Meridiano Zero …) torno a sperare.
    Buon lavoro

  4. matteo 27 marzo, 2009 alle 23:58

    sono più che d’accordo su walter matthau grande attore drammatico, basta vederlo in the laughing policeman (l’ispettore martin ha teso la trappola). speriamo che questo in the electric mist esca presto anche da noi, grazie della segnalazione

  5. Giovanni Zucca 20 aprile, 2009 alle 20:23

    speriamo che esca – prima o poi – anche qui, anche imperfetto come dici, Luca, vale sempre la pena…

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